martedì 4 giugno 2013

L’ anello del Fosso della Greppa

Questa è una escursione che abbiamo fatto in una bella giornata novembrina del lontano 2008, quindi visto che è passato un po’ di tempo, e i ricordi si sono affievoliti, non ho molti particolari da scrivere. Però ricordo bene che nonostante fosse un giro fuori dai sentieri segnati, tranne un piccolo tratto, non c’è stato nessun problema, carta alla mano e senza GPS abbiamo fatto il nostro giretto, che per la maggior parte mi sembra  fosse su strada sterrata. La zona di questa escursione non è molto battuta dai camminatori e lo dimostra anche il fatto che di sentieri segnati non ce ne sono, ma mi ricordo anche che ci volli andare proprio per questo, per vedere una parte dei nostri Appennini, a me sconosciuta e poco trafficata. Il fosso della Greppa nasce dal versante est del Monte Aiola e si getta nel Torrente Borello, che a sua volta percorre la valle omonima prima di gettarsi nel Savio, proprio nei pressi del parcheggio da dove ha inizio l’escursione. Al punto di partenza della camminata ci si può arrivare da Cesena, anche percorrendo la vecchia statale, poi a Borello si volta a destra per Linaro, Ranchio e Civorio. Passati 2,8 km da quest’ultimo paese, prima di una curva stretta a sinistra, si imbocca lo stradello in salita a destra. Altrimenti ci si può arriva anche da Spinello di Santa Sofia.
Casetta La Casetta, alla sinistra della salita iniziale. Cà Mazzi   Ca’ Mazzi


lunedì 6 maggio 2013

Gioielli in Val Marecchia


Ogni tanto andiamo a fare un giretto in auto e la Val Marecchia è una di quelle zone che si presta molto perché vi sono svariate emergenze storico-naturalistiche che ogni tanto fa piacere rivedere. E così arrivati sulla marecchiese abbiamo gironzolato da una parte all’altra senza un itinerario ben  preciso, ammirando alcuni dei suoi gioielli.
PETRELLA  GUIDI
Prendendo a prestito il nome dal suo Signore, Guido Tiberti da Petrella, da cui Petrella Guidi appunto Petrella di Guido, ha una lunga storia che lo precede, arrivando fino agli insediamenti dei coloni romani nelle campagne intorno alla rupe. La prima testimonianza dell’esistenza del castello risale al 1125, ma la bolla papale che porta questa data lascia intuire che ne sorgesse già uno più antico. Ne sono la riprova le molte stratificazioni edilizie. Petrella comunquemura del castello resta legata a Guido che, come altri signori del tempo e come alcuni storici amano raccontare, non disdegnava le ruberie e gli assalti. E’ rimasta nella storia popolare la rapina da esso compiuta ai danni di Lodovico di Savoia, mentre questi si recava presso la Curia romana. Guido parteggiava per i Chiesa e torre guelfi e le sue azioni piratesche rientravano nel disegno perverso delle ritorsioni fra opposte frazioni. Egli si era comunque conquistato la benevolenza di Papa Bonifacio VIII, grazie al quale divenne anche castellano di San Leo. Dopo la morte di Guido, Petrella passò ai Faggiolani, divenendo uno dei loroporta del castello 24 castelli. Ciò fino alla pace di Sarzana e alla conquista da parte del Cardinale Albornoz, che li privò di  quasi tutti i loro possedimenti. Dopo il 1363 non tornò più alla famiglia Tiberti, che si disperse in seguito a infelici vicende lontano dalla sua terra d’origine. A essi restò il solo predicato di Petrella con il significato di cognome tramandato di padre in figlio. Per un periodo il castello fu di  pertinenza della Chiesa. Più tardi gli Oliva, signori di stemmi Antico,approfittando del momento di isolamento politico dei Malatesta che vi dimorarono per un certo tempo, lo occuparono, impadronendosene poi con una doppia investitura papale. Di questi, così come dei Malatesta e della Santa Sede, restano scolpiti nella pietra i simboli del potere.Si leggono nei tre stemmi addossati uno accanto sopra la porta del Castello. (Notizie tratte da “I sentieri magici della Valmarecchia” di R.Giannini e T.Mosconi – TCI)
ricordiBianchi riquadro di marmo ricordano Federico Fellini e Giulietta Masina. scultura   Scultura nella rocca.


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